Editoriale
09-01-2009 Verso un Forum sulla qualità della comunicazione
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Prevenire e arginare gli effetti negativi di pericolose bolle mediatiche come avvenne nel 2006 con l'Aviaria è possibile. Ma bisogna agire con una comunicazione corretta e tempestiva. Ed è necessario che le imprese e le istituzioni siano opportunamente sensibilizzate e informate.


1)    LA QUESTIONE


Interrogandoci sui temi della comunicazione nel settore agroalimentare (come comunicano i media al consumatore? come è garantita la qualità della comunicazione? come viene svolto, dalle istituzioni, il compito di informare, educare e tutelare i consumatori? come viene gestita l’informazione da parte delle imprese?) emerge palese un oggettivo bisogno di migliorare la qualità della comunicazione e di adeguare, in tal senso, le risorse messe sul mercato.

Il recente caso più eclatante è stato quello legato all’influenza aviaria, che nel 2006 è diventata una bomba mediatica capace di generare panico nei consumatori e di mettere in ginocchio un intero comparto economico, in Italia assai più che nel resto dell’Europa.

Le analisi della situazione hanno messo in evidenza la sostanziale inadeguatezza, culturale e di risorse, dell’intero sistema imprenditoriale del comparto, con le eccezioni di poche grandi imprese capaci di fare comunicazione professionale e, soprattutto, di affrontare la c.d. comunicazione di crisi.

Da una parte le marginalità del comparto sono ridotte (inoltre, le forti oscillazioni dei prezzi accrescono l’insicurezza); dall’altra l’approccio culturale degli stessi imprenditori non è sufficientemente orientato verso gli investimenti in comunicazione, il cui valore sfugge alle valutazioni strategiche (quando e se vengono effettuate).

Tuttavia, questo bisogno trasforma il bene immateriale dei servizi per la comunicazione in un prodotto, il cui interscambio genera uno specifico mercato, con una domanda (imprese e istituzioni) e una offerta (operatori della comunicazione e media).

Intendiamo creare un momento di aggregazione in cui domanda e offerta si incontrano, con la formula del work-shop, nella versione oggi evolutasi dei c.d. Business Matching Meeting (BMM), una giornata di incontri regolati da un’agenda di appuntamenti pre-organizzata e corredata da seminari tecnici e promozionali, con lo scopo di dare concretezza operativa all’insieme di relazioni tra le diverse categorie di attori interessati ai processi di comunicazione, che possono essere ricondotti a 5 gruppi:

A)    PRODUTTORI. Appartengono a questo gruppo le imprese della filiera, dal reperimento delle materie prime alla commercializzazione, attraverso le fasi della trasformazione. All’interno di questo gruppo la fascia di maggiore interesse per il Forum è quella dei produttori di beni di consumo (avicoli e cunicoli) per l’alimentazione umana, destinati al sistema distributivo nazionale e internazionale.
B)    OPERATORI DELLA SICUREZZA E DELLA QUALITA’. E’ l’area che riguarda le Istituzioni, ma anche le società specializzate e i professionisti dei sistemi di certificazione e di controllo e, ovviamente, gli Istituiti di ricerca.
C)    OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE. Società e professionisti nei rami dei servizi in materia di pubblicità, marketing, comunicazione etc.
D)    MEDIA. Cioè gli strumenti attraverso i quali la comunicazione viene veicolata.
E)    CONSUMATORI.

(continua il 4 aprile, durante il talk-show di presentazione - ore 10,00 - Sala Convegni della Fiera di Forlì)
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