L’uovo? Sostenibile per natura

Una filiera importante per l’agroalimentare nazionale che deve fare i conti con un mercato incapace di premiare gli sforzi degli allevatori. Ne ha parlato Assoavi a Fieravicola

Ci sono settori produttivi che incontrano il favore del consumatore in tutto il mondo. Uova e carni avicole fanno parte di questo segmento: possono infatti essere consumate da persone di qualsiasi religione, hanno un costo accessibile e presentano un profilo nutrizionale davvero elevato. Ma gli sforzi dell’allevatore non sempre vengono remunerati adeguatamente, rendendo difficile il confronto con le nuove esigenze “etiche” del consumatore.  

Gianluca Bagnara, presidente di Assoavi, intervenendo a Rimini durante Fieravicola per parlare di valorizzazione delle uova ricorda le sfide dei produttori, schiacciati fra un aumento del costo delle materie prime e la scarsa disponibilità dei buyer a riconoscere queste dinamiche. La soluzione? Un parziale aiuto potrebbe venire dalla prossima Politica agricola comunitaria, se, concretamente, partissero delle misure a sostegno della produzione di proteina vegetale nel Vecchio Continente, visto che quasi il 90% di quella che serve viene importata.

Gli fa eco il direttore dell’Associazione Stefano Gagliardi che ricorda alla platea l’impegno dei suoi associati nell’avere sempre più uova prodotte da galline allevate a terra, all’insegna di una concreta attenzione per il benessere animale, aspetto che il consumatore sembra apprezzare, ma che difficilmente si trasforma però in  valore aggiunto per gli avicoltori.

Il benessere non si ferma
Tema ripreso anche da Pierdavide Lecchini, Direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, che rammenta agli allevatori quanto centrale sia il benessere animale nelle future politiche della Ue, con una prossima riforma della normativa ormai vigente da una quindicina di anni, che, se non orientata correttamente, potrebbe creare difficoltà al settore.

Il problema è reale e la diversa percezione dell’animal welfare da parte del consumatore e del mercato può rendere più difficile la vita dei produttori. E il Direttore generale del Mipaaf Luigi Polizzi auspica che la sostenibilità non sia un obiettivo a senso unico, visto che non può esistere sostenibilità senza una adeguata remunerazione dell’allevatore. Perché allora non pensare a iniziative che aumentino il consumo di uova e di carni bianche? L’apertura è del Sottosegretario alle Politiche agricole Francesco Battistoni, già presente a Fieravicola nella prima giornata del salone, che propone la convocazione di un tavolo di filiera per affrontare queste tematiche.

Ma la competitività del settore è un tema complesso, che dipende da dinamiche planetarie che impattano anche sui produttori italiani, come suggerisce Romano Marabelli, consigliere dell’Oie (Organizzazione mondiale della sanità animale), mentre ricorda il positivo impatto sociale dell’avicoltura intensiva, che negli anni ha reso  disponibile anche ai consumatori con un potere di spesa minore di non dover rinunciare a proteine nobili.

Le esigenze del consumatore
Poi c’è il grande tema del consumatore e delle sue esigenze, che sul fronte delle uova già nel 2003 ha spinto Coop Italia – lo ha ricordato a Rimini Renata Pascarelli, direttore qualità dell’azienda – a inserire nei prodotti a marchio Coop solo uova provenienti da allevamenti a terra. Il prossimo passo? Avere uova provenienti da galline sessate direttamente nell’uovo.

Il futuro è One Health
Sta comunque cambiando lo scenario in cui la filiera si trova ad operare e il concetto di One Health, cioè di un approccio unitario alla salute animale ed umana sarà la linea guida per il settore agroalimentare. E Paolo Sani, amministratore delegato di Msd Animal Health Italia, chiude l’incontro di Fieravicola, ricordando come Msd abbia investito ingenti risorse nella prevenzione, contribuendo alla riduzione dell’utilizzo di antibiotici negli allevamenti avicoli. Il suo invito? Imparare a cacciare in branco. Perché se la filiera agrozootecnica non imparerà a coordinare le proprie azioni si faticherà sempre più a raggiungere gli obiettivi futuri. 

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